Castello Sforzesco, Sala delle Asse. Al via i lavori per recuperare l’opera di Leonardo da Vinci

Attraverso il sitowww.saladelleassecastello.it, realizzato dal Politecnico e on line da oggi, si potrà
seguire costantemente l’attività di restauro, scoprire in presa diretta le
novità. Il Monocromo di Leonardo e gran parte della Sala non saranno più
visibili al pubblico fino al 1° maggio 2015

Milano, 22 ottobre 2013 – “Mediamente sono
state individuate sette stratificazioni di scialbatura, ma, in qualche parte,
sono presenti un numero assai più cospicuo di strati, fino a tredici”. Così
scrive nella sua relazione l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, a Milano per
eseguire lo straordinario restauro della Sala delle Asse, nella quale
fonti documentarie certe testimoniano il lavoro di Leonardo da Vinci ,
che fu pittore alla corte di Ludovico il Moro dal 1482 al 1499.

Questo significa che, sotto un certo numero
di strati di pitture, sulle pareti c’è ancora l’intonaco sul quale ha lavorato
il grande genio di Leonardo, alla cui mano si deve – per comune ammissione – la
pittura murale detta “Monocromo”, che rappresenta una grossa radice,
incastrata nella roccia, alla base di uno dei molti alberi frondosi che ornano
la Sala delle Asse: un gigantesco, sorprendente trompe l’oeil.

Di questo intonaco, afferma l’OPD, sono
recuperabili ampie aree e anche le analisi sulla volta, finalizzate a
ricostruire l’impianto compositivo originale, danno “risultati assai
interessanti”, lasciando sperare nel recupero di consistenti parti di
decorazione originale. “Già a luce radente, sotto gli strati di scialbo e
pittura recente, si individuano notevoli resti di intonaco originale. L’attività
di rimozione a campione di questi strati di scialbo ha permesso di rinvenire
importanti resti di disegno preparatorio su tutte le pareti”, dichiara infatti
l’OPD.

“L’avvio di questi lavori è di assoluta
importanza per Milano e di grande rilevanza per tutta la comunità scientifica
internazionale – ha detto l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – .
Leonardo sarà l’artista simbolo dei Expo 2015, a lui saranno dedicati un Polo al
Castello Sforzesco e una grande mostra a Palazzo Reale, ed è quindi strategico
iniziare e completare il restauro del Monocromo e arrivare ad Expo con la sala
il più possibile vicina alla sua originaria realizzazione, frutto del disegno e
della mano del grande artista italiano”.

I lavori di restauro, infatti, riguarderanno
anche il cosiddetto Monocromo, pittura preparatoria della decorazione della
Sala, realizzata da Leonardo in carboncino e, quindi, in un solo colore.  “La
pittura leonardesca risulta rivestita da una pesante patina formata da materiale
di deposito”, afferma l’OPD , ma “i saggi di pulitura hanno dimostrato che la
patina è facilmente rimovibile e che le stesure di colore del disegno sono
resistenti all’operazione”.

L’inizio dei lavori è stato preceduto da due anni di studio
che hanno portato non solo alle scoperte materiali di cui sopra, ma anche ad
alcune novità storiche di notevole rilevanza: oltre ad avere acquisito molte
informazioni sulle vicende della Sala nei secoli meno noti – dal XVI alla metà
del XIX – recentemente l’archivista incaricato delle ricerche, Carlo Catturini,
ha scoperto il vero nome della sala nell’epoca di Ludovico il Moro, che non era
“Sala delle Asse”, come definita da Beltrami, bensì Camera dei Moroni: un
evidente riferimento encomiastico a Ludovico Sforza, che era detto il Moro non
solo per l’incarnato scuro, ma anche per il lavoro di valorizzazione della
produzione della seta, che si basava su estensive colture del gelso (in latino,
appunto, morus).

Per il momento,
le prove di scopritura fin qui realizzate sono state svolte principalmente con
mezzi meccanici (bisturi e martelline), ma la particolare tenacia e aderenza che
caratterizza gli strati di pittura sovrapposti, soprattutto quelli più interni,
richiederà l’utilizzo di altre metodologie, quali ablatori ad ultrasuoni,
strumentazioni laser e prodotti chimici.

Fin dall’inizio il progetto del restauro
della Sala delle Asse è stato sostenuto da a2a, cui si è aggiunto poi il
contributo di Arcus, Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello
spettacolo costituita nel 2004 con atto del Ministro per i Beni e le Attività
Culturali, che ha il compito di sostenere e avviare progetti riguardanti i beni
e le attività culturali.

Data la
complessità del progetto di restauro e considerata l’alta probabilità che a
seguito di queste ricerche le conoscenze sul soggiorno milanese di Leonardo
risultino rivoluzionate, è parso subito essenziale che non solo si dovesse
applicare al restauro delle pitture la tecnologia più elaborata, ma anche che la
comunicazione del restauro stesso dovesse avvenire con le metodologie più
avanzate. Per questo si è predisposto un comune progetto di comunicazione
multimediale con HOC-LAB del Politecnico.

Il sito web appositamente creato per
permettere al pubblico di seguire il restauro (www.saladelleassecastello.it) ha un triplice scopo: fornire informazioni sulla Sala e il
suo restauro; offrire informazioni approfondite agli addetti ai lavori;
consentire a tutti di “seguire” il restauro. Segno distintivo del sito sono i
“racconti multimediali”, che introducono il lettore alla complessità dell’opera.
I racconti sono fruibili via web, smartphone, tablet e sono allo studio versioni
per Youtube e App interattive. Brevi interviste informali ai protagonisti del
restauro, accompagnate da immagini e video aggiornati mensilmente, veicoleranno
il procedere dei lavori. Una ricca bibliografia e documenti saranno a
disposizione degli esperti.

Sito dedicato: www.saladelleassecastello.it

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