TEATRO MANZONI – LA PROSA – STAGION TEATRALE 2013-14

LA PROSA

Parlare di
Prosa al Teatro Manzoni significa continuare a coltivare, pur nel segno del
rinnovamento, una predilezione che è insita nella vocazione di questo Teatro.
Infatti da sempre la Prosa per il teatro Manzoni rappresenta l’ossatura portante
della stagione teatrale. Dieci sono gli spettacoli di un cartelloneche quest’anno si
caratterizza principalmente per la presenza di una
sfilata di
autori italiani
del Novecento e contemporanei, alcuni divenuti ormai dei classici, per una
connessione non virtuale con le radici della nostra identità culturale. Si
spazia da Gabriele d’Annunzio a Eduardo De Filippo e Vitaliano Brancati ormai
divenuti dei classici, ad autori come Cristina Comencini, Vincenzo Salemme,
Giorgio Umberto Bozzo sino ai giovani Oblivion tutti testimoni dei mutamenti
sociali e del costume  del nostro tempo.
Ma dal secolo che si è appena concluso questo cartellone eredita anche alcune
opere che hanno ispirato celebri successi cinematografici entrati
prepotentemente a far parte dell’immaginario collettivo.

La stagione si apre con la
rentrée di uno spettacolo dedicato al Vate, “Gabriele d’Annunzio tra amori e
battaglie”, attraverso il quale Edoardo Sylos Labini fa rivivere un personaggio
complesso, primo ambasciatore dello stile italiano. Liberamente tratto da
“L’amante guerriero” di Giordano Bruno Guerri lo spettacolo ritrae Gabriele d’Annunzio
nei momenti salienti della sua straordinaria esistenza. A corredo, nel foyer
del teatro, una mostra dedicata agli oggetti della sua vita.

sorelle-fantoni

Entriamo nel vivo con “Uomo
e Galantuomo” del grande Eduardo, una farsa di una comicità irresistibile in
cui fanno capolino il dramma e l’amarezza. Uno sguardo sulle contraddizioni tra
l’apparire e l’essere, e sui problemi  di
sopravvivenza all’interno delle dinamiche sociali. Una commedia alla quale si
addicono i volti di due attori doc come Gianfelice Imparato e Giovanni Esposito,
affiancati da Valerio Santoro e Antonia Truppo, diretti da Alessandro D’Alatri.

Per cambiare registro
Giorgio Umberto Bozzo, inventore delle Sorelle Marinetti, ha ideato per loro una
commedia con musiche dal vivo che ci riporta all’autunno del ’43, “Risate sotto
le bombe”, scritta con Gianni Fantoni, qui anche protagonista. Un gruppo di
artisti, rifugiati sotto il palcoscenico di un teatro, come antidoto contro la
paura e la fame, prova i numeri di un nuovo spettacolo. La convivenza in un
angusto spazio e le preoccupazioni faranno affiorare la complessità dei
rapporti interpersonali. 

E per parlare del nostro
tempo Cristina Comencini scrive e dirige “La Scena”, una commedia per
raccontare la comica immersione  di un
ragazzo  nella vita e nei sentimenti
femminili. Una sorta di educazione sentimentale reciproca, nel rapporto tra età
e sessi diversi. Due attrici di provata esperienza come Angela Finocchiaro e
Maria Amelia Monti sono le due amiche di opposte femminilità che si confrontano
con le pulsioni e le fragilità del giovane Stefano Annoni.

A Cristina Comencini succede
un altro autore-regista, ma anche attore di straordinaria vis comica, Vincenzo
Salemme. Con questa sua ultima fatica “Il diavolo custode” mette in scena una
sorta di training autogeno teatrale tutto da ridere, con un diavolo-analista
che aiuta a guardarsi dentro. Perché come dice Salemme la soluzione sta in noi,
bisogna sforzarsi di superare i problemi tramutandoli in un valore aggiunto.

Andrea Giordana

Torniamo al Novecento con
uno dei suoi più importanti scrittori, Vitaliano Brancati, autore de “Il
bell’Antonio”: un lucido e meraviglioso affresco dell’Italia durante il
fascismo, attraverso il quale viene fotografata la microstoria di una famiglia
siciliana e del suo Bell’Antonio.  Un
matrimonio non consumato che esplode in una tragedia ridicola  per l’apparente e incomprensibile difficoltà
di Antonio ad amare. Un progetto importante che riporta in teatro una grande
coppia Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti. Luca Giordana affiancherà il padre
in palcoscenico.

Rappresentano un gradito
ritorno gli Oblivion, un gruppo di giovani artisti italiani che curano
direttamente testi e regia dei loro spettacoli. Introducendo un nuovo genere,
una sorta di varietà musicale, reinventano e mescolano in maniera frizzante
contenuti pop e culturali, come in quest’ultimo lavoro “Othello, la H è muta…”.
Due secoli di critica musicale e teatrale condensati in una rivoluzionaria
scoperta: la differenza tra l’Otello verdiano e quello shakespeariano è l’H. Il
doppio bicentenario Verdi-Wagner comicamente profanato alla maniera degli
Oblivion.

Il primo dei titoli
cinematografici di forte impatto evocativo è l’indimenticabile “Quando la
moglie è in vacanza” di George Axelrod, qui tradotto e adattato per il teatro
da uno specialista come Edoardo Erba. Una commedia per la quale Renato Zero ha
creato appositamente le musiche  e che il
regista Alessandro D’Alatri farà rivivere adeguandola ai nostri riferimenti
culturali. Massimo Ghini sarà il maschio irrisolto che subisce l’attrazione del
personaggio femminile di prorompente fisicità interpretato da Elena Santarelli.

La seconda pièce, che ha
ispirato l’omonimo film  di successo e
che conduce alle rocambolesche avventure di un donnaiolo impenitente, è “Boeing
Boeing” di Marc Camoletti. Qui proposta nella stessa edizione che ha trionfato
a Londra e a Broadway, in uno spassosissimo revival anni ’60 ad opera di Matthew
Warchus. Qui vivacizzato da un gruppo variopinto di attori: Gianluca Guidi,
Gianluca Ramazzotti, Ariella Reggio per la regia di Mark Schneider.

L’ultimo spettacolo che
strizza l’occhio al cinema e che conclude la stagione è “Trappola mortale” di
Ira Levin,  un classico del giallo
teatrale che si presenta come un perfetto gioco a incastri tra umorismo,
suspence e forte tensione narrativa. Un testo avvincente che usa il pretesto
del tono noir per descrivere l’avidità dell’uomo senza scrupoli alla continua
ricerca del potere e dei propri insaziabili istinti. Corrado Tedeschi in coppia
con Ettore Bassi, affiancati da Miriam Mesturino e diretti da Ennio Coltorti,
con la loro naturale ironia daranno vita a questo thriller che contiene anche
momenti molto spiritosi, a volte comici. 

 Un cartellone che vede alternarsi sulla
ribalta un parterre di interpreti e registi affermati  che daranno vita ad una stagione coinvolgente
e appassionante.

 Il Teatro
Manzoni
Via Manzoni 42 – 20121 Milano
Tel. 02 7636901 – Fax 02
76005471
www.teatromanzoni.it

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