GIRO100: LA SARDEGNA DARÀ IL VIA ALLA STORICA EDIZIONE #Giro100

GIRO100: LA SARDEGNA DARÀ IL VIA ALLA STORICA EDIZIONE
Alghero
Per la terza volta l’isola sarà lo scenario della Grande Partenza del Giro d’Italia, dopo quelle del 1991 e del 2007, con tre tappe in linea per velocisti e finisseur. Fabio Aru racconta la sua Sardegna. #Giro100 è l’hashtag ufficiale della manifestazione.

Video del sito www.eventinews24.com al link
https://www.youtube.com/watch?v=IohjdFEXmjs&feature=youtu.be

Milano, 14 settembre 2016 – Un’edizione storica, la numero 100, quella che il Giro d’Italia si appresta a vivere nel 2017 e che partirà dalla Sardegna per la terza volta nella sua lunga vita. La Grande Partenza della Corsa Rosa, organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport e in programma da venerdì 5 a domenica 28 maggio, è stata presentata questa mattina a Milano. Il percorso sull’isola prevede tre tappe in linea: la Alghero-Olbia di 203 km, la Olbia-Tortolì di 208 km e la Tortolì-Cagliari di 148 km.

CURIOSITÀ
Quella del 2017 sarà l’88esima partenza dall’Italia, 12 sono state quelle dall’estero. La prima volta che il Giro è sbarcato in Sardegna era il 1961. L’occasione fu il centenario dell’Unità d’Italia. La Corsa Rosa, partita da Torino, arrivò sull’Isola alla quarta tappa con una frazione Cagliari-Cagliari, vinta da Oreste Magni. Quel Giro, conclusosi a Milano, fu vinto da Arnaldo Pambianco.
Trent’anni dopo ecco la prima Grande Partenza. Era il 1991. Furono effettuate due tappe in linea oltre a due semitappe tra cui una a cronometro. Quel Giro fu vinto da Franco Chioccioli.
Nel 2007 con una spettacolare Cronosquadre Caprera-Maddalena prese il via il Giro d’Italia edizione numero 90 con l’incredibile presentazione delle squadre sull’incrociatore della Marina Militare, Garibaldi.  A 10 anni di distanza la Corsa Rosa ritrova le strade dell’isola.

PERCORSO
TAPPA 1 – ALGHERO - OLBIA – km 203
Tappa mossa, ma non troppo: costantemente ondulata e caratterizzata da una interminabile sequenza di saliscendi lungo la costa nord dell’isola. Si contano alcune salite catalogabili GPM e decine di brevi strappi. Ultima asperità a meno di 20 km dall’arrivo la salita di San Pantaleo, che potrebbe favorire i finisseur rispetto ai velocisti. Si tratta di una salita di circa 5 km con 3 km attorno all’8% e pendenze massime superiori nella prima parte. Finale ancora ondulato fino a Olbia per l’eventuale volata tutta da conquistare.

TAPPA 2 – OLBIA - TORTOLÌ – km 208
Tappa di media montagna che però potrebbe terminare con uno sprint di gruppo. La prima parte si svolge nell’entroterra Nuorese con saliscendi e tre lunghe salite: la prima per Bitti e Orune (non catalogata GPM), la seconda più dura verso il centro di Nuoro (GPM) e la terza per scollinare il Passo di Genna Silana (GPM). Gli ultimi 50 km sono prevalentemente in discesa o pianura, ma su percorso molto articolato che potrebbe creare difficoltà ai ricongiungimenti. Anche qui una volata, probabile, ma da conquistare.

TAPPA 3 – TORTOLÌ - CAGLIARI – km 148
Tappa praticamente pianeggiante con lievi ma blande ondulazioni lungo l’intero percorso. Dopo Villasimius si incontrano alcune brevi salite lungo la strada costiera. Segue l’avvicinamento – completamente piatto – alla città di Cagliari fino alla probabile volata finale.

PUNTI D'INTERESSE
TAPPA 1 – ALGHERO - OLBIA – km 203
ALGHERO ospita la partenza della prima tappa dell’edizione 100 del Giro d’Italia. In provincia di Sassari, Alghero è città dalla forte vocazione turistica, è nota come la piccola Barcellona, avendo conservato l’uso del catalano riconosciuto come lingua minoritaria (quasi un quarto della popolazione lo parla nella variante algherese). È il capoluogo della Riviera del Corallo: nelle sue acque è presente in quantità il prezioso corallo rosso della qualità più pregiata. Nel territorio algherese vi sono varie testimonianze della civiltà nuragica, sviluppatasi nell’isola a partire dall’età del bronzo (1800 a.C. circa) fino in epoca romana. La cucina algherese si basa prevalentemente su pesce e crostacei, in particolare l’aragosta; oltre all’aragosta all’algherese, i piatti tipici, per citarne solo alcuni, sono gli spaghetti ai ricci di mare, gli spaghetti alla bottarga e la paella algherese.
SASSARI è il polo urbano storico del “Capo di sopra” dell’isola. “Capo di sopra” e “Capo di sotto” (suddivisione risalente alla dominazione catalano-aragonese) sono state le macroaree amministrative della Sardegna, con poli rispettivamente Sassari e Cagliari. La cucina tipica sassarese è ricca e variegata, composta da pietanze legate alla tradizione contadina della città e dei centri vicini. Le verdure sono regine nella maggior parte dei piatti locali (melanzana, cipolla e fave), assieme alle parti meno pregiate degli animali da macello (agnello e maiale).
SANTA TERESA DI GALLURA si trova su un promontorio affacciato alla Corsica sulle Bocche di Bonifacio. Simbolo del paese è la torre spagnola di Longosardo, edificata attorno al XVI secolo per ordine del re di Spagna Filippo II. La GALLURA è una regione storica e geografica della Sardegna, che si estende nella parte nord-orientale dell’isola, il cui territorio comprende la famosa Costa Smeralda. I suoi centri principali sono Olbia, Tempio Pausania, Arzachena, La Maddalena. La COSTA SMERALDA è un tratto costiero della Gallura nel nord-est della Sardegna, caratterizzata dalla presenza di numerose insenature e piccole spiagge. Nelle acque della Costa Smeralda, con sede a Golfo Aranci, è svolta una attività di ricerca, conservazione ed educazione ambientale sui delfini, grazie al centro internazionale di ricerca Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI).
PALAU si trova sulla costa, in prossimità della Costa Smeralda, e costituisce il porto di accesso per l’arcipelago di La Maddalena. L’arcipelago di LA MADDALENA è un gruppo di isole al largo della Costa Smeralda, tra cui La Maddalena e Caprera, in totale circa 60 isole per un totale di 180 km di coste. Meta ambita dai diportisti per le sue acque color smeraldo. Caprera ha ospitato Garibaldi durante il suo esilio ed è collegata con un istmo artificiale a La Maddalena. Dal 1994 l’arcipelago della Maddalena è istituito Parco nazionale geomarino.
OLBIA, arrivo della prima tappa e partenza della seconda, è un popoloso comune in provincia di Sassari, il quarto in Sardegna per numero di abitanti (dopo Cagliari, Sassari e Quartu Sant'Elena) e il secondo per estensione (dopo Sassari). Dal 2005 è stata capoluogo, insieme a Tempio Pausania della provincia di Olbia-Tempio, soppressa nel 2016. È stata l’antica “capitale” della Gallura. Il suo territorio costituisce un importante polo turistico, sia per le spiagge e il mare che per gli insediamenti nuragici.

TAPPA 2 – OLBIA - TORTOLÌ – km 208
NUORO si estende su un altopiano granitico, nell’entroterra est della Sardegna. Si trova a circa 550 m s.l.m. ed è il settimo capoluogo di provincia più elevato d'Italia (dopo Enna, Potenza, L'Aquila, Campobasso, Aosta e Caltanissetta). Numerosi i siti archeologici della civiltà nuragica. In particolare il Nuraghe Tanca Manna si trova all’interno del centro abitato di Nuoro, situato all’interno dell’omonimo parco, risale alla media età del bronzo.
Il PARCO NAZIONALE DEL GOLFO DI OROSEI e del Gennargentu è un’area protetta istituita nel 1998. È situato nei territori delle province di Nuoro e Provincia del Sud Sardegna (comprende le ex province Carbonia-Iglesias e Medio Campidano). Si estende su una superficie compresa tra il golfo di Orosei ed il massiccio del Gennargentu. Il Gennargentu è caratterizzato da rocce risalenti al Paleozoico, vi si trovano le cime montuose più elevate dell'isola, con la quota massima di 1.834 metri di Punta La Marmora.
TORTOLÌ, sede di arrivo della seconda tappa e partenza della terza, è famosa per le sue splendide spiagge dalle acque cristalline. ARBATAX, frazione di Tortolì, è sede di porto, per traghetti e pescherecci. A Tortolì e dintorni viene prodotto il famoso vino Cannonau DOC, vinificato nelle versioni classico e riserva, le uve del più famoso vitigno della Sardegna sono conferite nella cantina sociale per una produzione di oltre 1.500.000 bottiglie all’anno. I piatti tipici sono quelli della tradizione agricola (“culurgiones” a base di patate formaggio e menta chiusi nella classica forma a spiga, zuppe di verdure, carni bovine e ovine), cui si mescolano i piatti tipici di mare (in particolare aragoste, astici, gamberi, tonni, pesci spada e molte altre specie presenti nel Mediterranee, provenienti dai pescherecci di Arbatax). Un discorso a parte merita la produzione ittica dello stagno di Tortolì con le sue anguille, le orate e in particolare i cefali, che costituiscono una eccellenza culinaria universalmente riconosciuta per la sua qualità, visto l'habitat dove viene allevato il cefalo: la “bottarga di muggine di Tortolì”.

TAPPA 3 – TORTOLÌ - CAGLIARI – km 148
VILLASIMIUS, nell’estremità sud-occidentale della Sardegna, è uno dei comuni più conosciuti è grazie alle è numerose località turistiche. La località di Capo Carbonara sull’omonimo promontorio è nota per essere il punto meno piovoso d’Italia.
La strada COSTIERA tra Villasimius e Cagliari si snoda tra promontori che digradano verso il mare, colline e baie di straordinaria bellezza. Poco nota al turismo di massa attrae il turista particolarmente amante della natura e delle sue bellezze. Ci si trova immersi nel profumo di mirto che si mescolano ai vapori del sale che proviene dal mare che si frange sulle rocce, ci si trova tra vecchie fortezze della dominazione spagnola. Cala Regina, Torre delle Stelle, Mare Pintau (ossia dipinto) e Cala Pira sono fra le spiagge in cui i colori del mare assumono tutte le sfumature tra il cristallino, il turchese e il blu.
CAGLIARI, arrivo della terza tappa e conclusione della Grande Partenza della 100ma edizione dl Giro, è il capoluogo della regione autonoma della Sardegna. La leggenda, secondo lo scrittore latino Gaio Giulio Solino, narra che Caralis sia stata fondata nel XV secolo a.C. da Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene. Secondo la leggenda fu Aristeo a introdurre in Sardegna la caccia e l'agricoltura, riappacificando le popolazioni indigene in lotta fra di loro. Sempre secondo la leggenda Dedalo accompagnò Aristeo in Sardegna, e fu l’artefice, secondo gli antichi greci, dei Nuraghi presenti sull’isola. La cucina cagliaritana è legata alla cucina tipica dell’isola (in particolare del Campidano), ma presenta influenze catalane e liguri. Piatti tradizionali, solo per citarne alcuni, sono cocciula e cozzas a schiscionera (vongole e cozze cucinate in tegame), sa cassola (zuppa di pesci, crostacei e molluschi), orziadas (anemoni di mare insemolati e fritti) e aligusta a sa casteddaia (aragosta condita alla cagliaritana). Tra i vini prodotti nel cagliaritano ricordiamo il Nuragus, il Nasco, il Girò, il Malvasia, il Moscato e il Monica.


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