RAI5: LA DONNA SERPENTE In diretta dal Regio di Torino 14/04/2016 - 19:50

Una fiaba animata da fate, gnomi e coboldi: è l'opera "La donna serpente" di Alfredo Casella, tratta da
La regia dello spettacolo, co-prodotto con il Festival della Valle d'Itria, è affidata ad Arturo Cirillo, attore e regista pluripremiato. “Lavorando su La donna serpente – dice il regista – mi è venuto in mente Il flauto magico: entrambe le opere-fiaba hanno un sottile velo di crudeltà per la scelta di far passare i protagonisti attraverso l'esperienza purificante del dolore”. Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Giuseppe Calabrò e le coreografie di Riccardo Olivier.
Sul palco sono impegnati il soprano Carmela Remigio, nel ruolo di Miranda, la donna serpente; il tenore Piero Pretti, che interpreta il re di Téflis Altidòr, sposo di Miranda; il soprano Erika Grimaldi, nei panni di Armilla, sorella del re; il soprano Francesca Sassu, che interpreta il ruolo di Farzana e della corifea. Fanno parte del numeroso cast anche il baritono Sebastian Catana (Demogorgòn), il mezzosoprano Anna Maria Chiuri (Canzade), il tenore Francesco Marsiglia (Alditrùf), i baritoni Marco Filippo Romano (Albrigòr), Roberto de Candia (Pantùl), Donato Di Gioia (Badur e Il corifeo), Emilio Marcucci (Primo messo e La voce del mago Geònca) , il tenore Fabrizio Paesano (Tartagìl), il basso Fabrizio Beggi (Tògrul), il soprano Kate Fruchterman (La fatina Smeraldina; Una voce nel deserto), il tenore Alejandro Escobar (Secondo messo), il soprano Eugenia Braynova (Prima fatina), il mezzosoprano Roberta Garelli (Seconda fatina) e il baritono Giuseppe Capoferri (Una voce interna).
Carlo Gozzi, che Rai Cultura propone in diretta su Rai5 dal Teatro Regio di Torino giovedì 14 aprile dalle 19.50. Sul podio il Direttore Musicale del Teatro, Gianandrea Noseda, fervido sostenitore della produzione di Casella, che dice: “Con La donna serpente il compositore torinese ha creato un'opera fuori dagli schemi, mettendo a frutto una fervida fantasia creativa. Casella mette in atto uno strappo analogo a quello che la seconda Scuola di Vienna attua nei confronti dell'Espressionismo, con la differenza che la corrente stilistica dalla quale prende le distanze è il Verismo”.

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