Casa di Andersen - Odense celebra il compleanno di Hans Christian Andersen

Odense celebra il compleanno di Hans Christian Andersen
con la nuova “Casa di Andersen”. Annunciato oggi il progetto di un nuovo spazio museale curato al celebre architetto giapponese Kengo Kuma
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Kengo Kuma, architetto giapponese di fama mondiale potrà progettare e realizzare un innovativo e affascinante museo dedicato a Hans Christian Andersen. Kengo Kuma aprirà sia lo stadio olimpico a Tokio sia il Museo Hans Christian Andersen a Odense nel 2020.


In occasione del 211^ anniversario dalla nascita del celebre favolista, la città di Odense ha annunciato oggi il progetto della nuova Casa di Hans Christian Andersen a Odense. In collaborazione con gli architetti di Cornelius+Vöge, gli architetti paesaggisti di MASU Planning e gli ingegneri di Eduard Troelsgård, Kengo Kuma and Associates ha vinto il concorso per la progettazione del Museo Hans Christian Andersen, museo che ruota intorno al mondo delle fiabe. Kengo Kuma ha sbaragliato la concorrenza di importanti studi internazionali come Barozzi Veiga e Snøhetta, e gli architetti danesi della BIG (Bjarke Ingels Group), che hanno preso parte alla gara.

La proposta di Kengo Kuma e dei suoi partner danesi ha catturato l'attenzione del sindaco di Odense, Anker Boye, presidente della giuria.

  • Abbiamo trovato un progetto vincente davvero unico. Il fatto che Kengo Kuma venga dal Giappone dimostra semplicemente che a volte bisogna andare all'estero per ritrovare casa. La sua proposta è di una qualità senza uguali: è in grado di catturare l'essenza di Hans Christian Andersen e di Odense e si equilibra perfettamente a livello internazionale e locale. È un progetto che riesco a immaginare possibile solo qui a Odense. Ma al tempo stesso, va oltre il dato locale e nazionale. È internazionalmente "Odenseano".

Il progetto gioca un ruolo importante nei cambiamenti radicali attualmente in corso nel centro cittadino di Odense, in particolare la chiusura dell'arteria principale Thomas B. Thriges Gade. Precedentemente, la strada attraversava tutta la città e fa ora parte dei 9.000 mq della zona coinvolta nel progetto, che include – oltre all'area circostante il Museo Hans Christian Andersen – il Centro Culturale per Bambini The Tinderbox e il parco Lotzes Have. Basandosi sul mondo fiabesco dello scrittore e affiancato da incantevoli giardini, il progetto unisce il Museo Hans Christian Andersen e il Centro Culturale per Bambini The Tinderbox nella stessa attrazione, drasticamente ampliata. L'edificio stesso avrà una superficie di 5.600 mq, due terzi dei quali saranno sotterranei per creare un giardino magico nel centro di Odense che sia il più grande possibile.

Oltre a questa competizione, si è precedentemente svolta un'altra gara per un progetto combinato di exhibit design legato alla visione del mondo di Hans Christian Andersen. La competizione è stata vinta dal gruppo britannico Event Communications il cui progetto è stato una delle basi della proposta di Kengo Kuma. Questo insolito procedimento in cui un exhibit design è alle basi dello sviluppo architettonico è uno dei punti di forza del progetto, secondo Jane Jegind – assessore di Odense per gli Affari Urbani e Culturali. Profondamente coinvolta nel progetto, sia in qualità di membro della giuria per la gara da poco conclusa, sia in virtù del suo ruolo alla presidenza di Odense City Museums (che include il Museo Hans Christian Andersen) ha affermato:

 
  • Nella pianificazione del progetto, per noi era fondamentale che il giardino, l'edificio e l'exhibit design fossero considerati come un insieme interconnesso in grado di catturare l'essenza di Andersen e al tempo stesso di far emergere quello della Città di Odense. Questo è un altro dei motivi per cui è stato geniale essere riusciti a trovare un progetto così ben integrato e ideato, che è sia ingegno sia magia. Kengo Kuma e i partner danesi Cornelius+Vöge e MASU Planning hanno creato l'ambiente ideale per la futura presentazione di Hans Christian Andersen, concentrandosi maggiormente sul suo universo incantato più che sulla sua vita personale.

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