LA PRIMA CLOWN-TERAPIA PER GLI ADULTI OGGI AD ANTHEA HOSPITAL: IL SORRISO COME MEDICINA DEL CUORE



Spettacoli di magia, giochi di prestigio e buonumore per reagire al dolore
 
medici clown

La terapia del sorriso come medicina del cuore. E non soltanto per i bambini. La clown-terapia funziona anche con gli adulti. A sostenere l’iniziativa, Anthea Hospital di Bari, ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research, che oggi ospiterà i volontari dell’associazione “Sorriso” di Brindisi. “Il nostro obiettivo – spiega l’amministratore delegato Eleonora  Sansavini - è utilizzare per i nostri ospiti la sola medicina senza alcuna contro indicazione: il buonumore”.

I medici clown saranno in ospedale dalle 16 alle 18: i primi ad incontrarli saranno i pazienti dei reparti di cardiologia e cardiochirurgia. Dottori e dottoresse, dai nomi più strambi, come Nuvoletta o Pastrocchio, con naso rosso e camice multicolor, faranno visita ai pazienti cardiopatici regalando loro momenti di spensieratezza e gioia. Spazio dunque a giochi di prestigio, micromagie, bolle di sapone, senza dimenticare abbracci e coccole. Creando un mondo di fantasia i medici clown, anche se solo per poche ore, risveglieranno la creatività e la speranza necessarie  per reagire alla sofferenza, al dolore e alla solitudine. Con numeri da circo, scherzi e barzellette proveranno a strappare un sorriso anche a chi ha da poco subito un intervento. Dottor Birimbau e colleghi sono riusciti ad entrare subito in sintonia con i pazienti che hanno trascorso piacevoli ore in loro compagnia.

L’esperimento di Anthea Hospital, nasce da recenti studi medici, uno di questi lo ha curato William Fry, medico psichiatra della Stanford University, che hanno accertato l'efficacia della terapia del sorriso anche sui pazienti adulti. Oltre che sull’umore è in grado di migliorare la circolazione del sangue e in qualche modo prevenire le patologie cardiovascolari. Inoltre abbatte lo stress, combatte la debolezza fisica e mentale, aiuta l’insonnia e riesce in qualche modo anche a essere un analgesico, perché distrae l’attenzione dal dolore.
 

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